COME SHAMBALA DIVENTO' UN CONIGLIO ROSA

C’era una volta un coniglio rosso molto timido e pauroso. Il suo nome era Sgambala. Ogni volta che il vento doveva passargli accanto si faceva premura di essere lieve come una piuma per non spaventarlo, le foglie cadevano lente e trattenevano il fiato e così anche le rondini, che non volevano risvegliare la sua inquietudine. Le sue orecchie appuntite vibravano attente al minimo rumore ed il suo naso fremeva alla continua ricerca di qualche pericolo. (1).
Per farsi coraggio soprattutto quando la notte avanzava, lasciandolo nel buio tutto spaventato, cercava compagnia e assillava tutti con le sue lamentele, le sue paure, i suoi dolori. (2).
Quando tutti, esasperati e stanchi, se ne andavano a dormire, egli restava con gli occhi spalancati nel buio e una profonda inspiegabile tristezza lo prendeva. In quel momento neanche la paura riusciva più a distrarlo. Nulla aveva più senso e valore.(3).
Un giorno però si svegliò con la netta sensazione di avere fatto un  sogno importante, di avere trovato la verità. Così si mise a predicare insegnando come secondo lui si dovevano combattere le paure. Tutto il bosco non si capacitava del suo cambiamento e non sapeva se era meglio un Shambala pauroso o uno predicatore. Era diventato forte e testardo, entusiasta della sua verità,  che aveva cancellato la sua paura profonda. E qualcuno cominciò anche a seguire i suoi consigli (4).
Ma quando non gli davano retta, diventava furioso, pieno di rabbia. (5).
Difendeva i più deboli, di cui divenne il paladino coraggioso. A lungo andare, però, gli altri animali si stancarono delle sue idee e cercavano di evitarlo. Rimase così da solo. Non avendo nessuno da convincere, la sua verità si sciolse come neve al sole e lasciò  trasparire la paura del mondo e la profonda tristezza che erano intatte sotto la neve. Si mise allora in cammino con in cuore il rammarico e la delusione per non essere stato capito.(6).
Se ne andava in giro per il mondo sempre solo e triste, ma  sentiva che era giusto così; andava per laghi e per boschi alla ricerca di qualcosa che ancora non conosceva, Sapeva solo che non sarebbe stata la verità, ma la sua verità.
Un giorno infine giunse davanti a una capanna di paglia. Aveva molta paura, ma  qualcosa lo spingeva ad entrare. Per entrare doveva abbandonare tutto ciò che fino ad allora lo aveva difeso: nelle difficoltà era totalmente disarmato. Si fece forza e spinse la fragile porta di paglia temendo di trovare un drago o uno scorpione (7) e invece si trovò davanti una splendida cerva dagli occhi dolci e gentili  e le grandi corna fiorite come un roseto. Una tenerezza immensa pervase il suo cuore, la tristezza divenne dolce e forte insieme e i suoi occhi si riempirono di lacrime di gioia. Tutta la paura, la rabbia, il risentimento svanirono nel nulla, La cerva dalle corna fiorite non disse una parola, ma lo guardò con tanta dolcezza da renderlo il coniglio più  felice del mondo. Quando il suo cuore fu colmo di tanta bellezza e bontà, ringraziò la cerva lasciandole una ciocca del suo pelo e corse fuori alla scoperta del mondo. Tutto infatti gli sembrò nuovo, luminoso e bello.
Quella era la sua verità, niente altro che quella gioia e quella tenerezza che gli allargavano il cuore alla rosso vista di tanta bellezza. Tornato nel suo bosco, salutò tutti gli animali con amore e scoprì per la prima volta la bellezza profonda. Vide il bianco e il nero insieme nel volo delle rondini; si meravigliò della forza della pantera e della leggerezza della libellula; del coraggio del pettirosso. Si stupì dalla loro benevolenza.
Tutti si chiesero perchè Sgambala non fosse più rosso ma di un bel rosa antico.

Maria Antonietta Balzala

Avete capito quali fiori corrispondono ai vari stati d’animo di Shabala?
Qui sotto non si danno risposte, si fanno solo delle ipotesi, perché né voi  né noi abbiamo mai conosciuto quel coniglio.
1 Mimulus; 2 Heather + Agrimony; 3 Mustard; 4 Vervain; 5 Holly; 6 Gentian; 7 Mimulus, Aspen